lunedì 4 gennaio 2016

CIRCUITO DELLA BUONA CUCINA


CONCERTO DI CAPODANNO 2016 A LECCE. NOI DI SALENTO MON AMOUR C’ERAVAMO … DI BARBARA ANDREETTI



Il 2016 si apre nel cuore della città di Lecce, nella storica Piazza Sant'Oronzo con il concerto del 31 Dicembre voluto dal Comune di Lecce in collaborazione con Coolclub e Molly Arts.
Enzo Petrachi, figlio di Bruno ed erede della tradizione musicale leccese coinvolge il pubblico allo scoccare della mezzanotte  con la canzone "Simu leccesi", simbolo della fierezza popolare salentina. La notte, prima e dopo le 24.00, si arricchisce della presenza dei più rappresentativi artisti salentini a livello nazionale  ed internazionale, Sud Sound System, Opa Cupa, Kàlascima, il poliedrico Toni Tarantino ed i suoi Mad Boxes, Toni Bonji da Italia's got talent, ecc.. Atmosfera unica ed emozionante, la bellezza espressa in ogni sua forma, musica coinvolgente che accompagna lo sguardo sui tesori storici ed artistici della città di Lecce. Una necessaria critica finale causata da spiacevoli atti legati all'inciviltà e maleducazione: ci auguriamo che le prossime edizioni prevedano una maggiore sorveglianza a tutela del nostro ineguagliabile patrimonio artistico che rende così unica la nostra città.


FòCARA 2016 promo PT. 3

Presepe vivente a Santa Cesarea Terme

Salento apArte - 9a puntata - Laila Moustafa Piarulli: Una felùca sul Te...

Triace, incanti e tradimenti: donne che nutrono il mondo | Lecce ed il Salento online

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Turismo, Lecce e il Salento pieni di gente anche per l'Epifania | LecceNews24.it

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domenica 3 gennaio 2016

Capo Reparto Giuseppe Calò, ultimo turno dopo 40 anni di attività operativa

LECCE 31 dicembre 2015 – Giuseppe Calò, Vigile del Fuoco dal 1976, attuale Capo Reparto della sezione operativa B del Comando di Lecce, da domani lascerà il Corpo Nazionale Vigili del Fuoco per raggiunti limiti di servizio. Nei suoi trascorsi operativi troviamo il sisma dell’Irpinia, delle Marche, del Molise e dell’Abruzzo, l’incendio della raffineria AGIP a Napoli, il crollo di viale Giotto a Foggia. Inoltre, registriamo la sua presenza, anche in numerose emergenze alluvionali avvenute in varie regioni d’Italia e migliaia di interventi di soccorso tecnico urgente effettuati nella nostra provincia. Giuseppe lascia un ottimo ricordo tra i suoi uomini, oltre che tra tutti coloro che hanno lavorato in passato con lui. La sua preparazione professionale, la sua qualità, il suo buon carattere, la sua disponibilità e il buon umore, sono stati in questi anni il suo tratto caratteristico. Questa mattina, il suo Reparto, ha voluto salutarlo e ringraziarlo cosi. (CS Giancarlo Capoccia)

Dario Muci - Ninella mia de Calimera

Luigi Stifani e la pizzica tarantata (Besa editrice)



Luigi Stifani di Nardò, per tutti "Maestro Gigi", è stato il più importante violinista terapeuta del Salento, nonchè personaggio chiave del capolavoro La terra del rimorso del grande etnologo Ernesto De Martino. Luigi Stifani racconta e commenta il suo originale e istintivo sistema di notazione musicale, parla dei suoi strumenti e del suo gruppo di musicisti, fornendo una testimonianza unica e diretta sui rituali di guarigione legati al fenomeno del tarantismo. A parlare in realtà è il suo violino, che racconta di una terra nascosta in un mondo che non esiste più, di cui non rimangono che gli echi della sua musica, di cui si è cercato qui di fermare qualche traccia.  Il libro contiene le trascrizioni delle pizziche tarantate suonate da Stifani e in modo particolare la trascrizione integrale della "pizzicata indiavolata" confrontata con l'esecuzione registrata da Roberto Leydi e Diego Carpitella nel 1966. A distanza di oltre vent'anni vengono analizzate le strutture compositive e i modelli melodici, evidenziando differenze e cadute.

Ruggiero Inchingolo (1962), musicista e compositore, è direttore del Festival di Musica Etnica Suoni dal Mediterraneo di Andria. Dirige e insegna nel Centro Studi Didattica della Musica e Tradizioni Popolari Il Giardino dei Suoni, con il quale ha pubblicato sette quaderni, tra cui Suggerimenti e contributi dell'etnomusicologia all'educazione musicale per una prospettiva interculturale; Scrivi e canta sul PentaGrammone; Culture musicali pugliesi.  stato consigliere della Società Italiana Educazione Musicale della provincia di Bari e ha svolto seminari sulle musiche di tradizione orale in Puglia. Come musicista ha partecipato a festival e rassegne nazionali ed europee. Con il gruppo salentino Officina Zoé ha inciso il CD Terra e con il Trio Radici il brano La rotta/Mediterranea, incluso nei CD compilation Santi, Profughi e Musicanti e Circo Inferno Cabaret e nel CD-Rom Puglia Imperiale: quattro passi nelle terre di Federico.

Lu CuCcuRuCù festa delle castagna Acquarica del capo (Eventi Salento)

Mercato Contadino Biologico Salento Km0

luca carboni

LecceSette - Cultura, La Grotta del Cavallo, “santuario della Preistoria”, sulla copertina di “Archeologia Viva”

LecceSette - Cultura, La Grotta del Cavallo, “santuario della Preistoria”, sulla copertina di “Archeologia Viva”

sabato 2 gennaio 2016

Lecce (S)Barocca di Franco Ungaro (Besa Editrice)



Ogni regione, ogni capoluogo, e quasi ogni paese ha in Italia e forse in tutta Europa il suo cantore, il suo storico, il suo linguista, il suo poeta dialettale, i suoi innamorati.  Ma gli innamorati non sono tutti eguali, ci sono gli innamorati entusiasti e ci sono anche gli innamorati delusi, e gli innamorati non della città ma della possibilità di conquistarla, di imporvisi.Lecce non è da meno, ieri come oggi. Le librerie di Lecce hanno necessariamente la loro vetrina e il loro scaffale dedicati all’editoria locale. Ci sono le guide turistiche, i libri di cucina e di folklore, i libri di storia, i dischi di pizzica, i romanzi di autori del luogo o sul luogo, i poeti vernacolari, le memorie paesane, le cartoline firmate e talora dei ninnoli, l’artigianato locale, le statuine di cartapesta, e magari le buste di taralli e di biscotti…Tra questi libri troverà senz’altro posto questo di Franco Ungaro, che è alla confluenza di più generi, ma che appartiene alla schiera delle dichiarazioni d’amore esigenti. E se un innamorato o innamorata non sa vedere e considerare i difetti dell’amata o dell’amato insieme ai suoi pregi, e se non amerebbe veder sparire i difetti e trionfare i pregi, che razza d’amore è mai il suo? Un amore stupido, un amore melenso, un amore ipocrita. Franco Ungaro è un innamorato esigente, e sa vedere di Lecce il buono e il cattivo, il bello e il brutto.  Sa vedere e sa giudicare.
(dalla Postfazione di Goffredo Fofi)

Franco Ungaro (1952). Nel 2006 ha pubblicato Dimettersi dal Sud.


Giuseppe Cioffi. Presepe Vivente Noha. 13.12.2015

Salento Droni anno 2015

CASTELLANA GROTTE, L'ITIS DAY PREMI PER GLI STUDENTI MIGLIORI

Un “genio” leccese ha inventato l’app per costruire le app

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giovedì 31 dicembre 2015

Vado a Lecce - ARTSTI, STORICI E SCRITTORI IN GIRO PER LA CITTA’ di Franco Ungaro (Kurumuny)



L’ultima avventura letteraria di Franco Ungaro prosegue, dopo Lecce sbarocca, lungo il solco della narrazione urbana. Con Vado a Lecce. Artisti storici e scrittori in giro per la città, Ungaro ha raccolto e selezionato testi di oltre quaranta autori, salentini e non, che dagli anni Quaranta a oggi hanno raccontato Lecce attraverso parole, canzoni e poesie, articoli e saggi. Di cosa si tratta, allora? Una guida letteraria, un’antologia, un florilegio di citazioni? Come scrive Massimo Bray nella prefazione «la multiforme raccolta di Ungaro non si limita certo a questo: mescola generi e lingue diverse – marble floor e marble stairs sono ciò che colpisce l’immaginazione di Lee Ranaldo in Lecce, Leaving, mentre il grande tenore Tito Schipa canta in salentino la sua Lecce gentile e beddha come un vero e proprio paradisu ’nterra – e ci offre allo stesso tempo un affresco della città che narra sé stessa attraverso i suoi artisti, scrittori, giornalisti e poeti, e un mosaico di impressioni fugaci, emozioni, meditazioni scaturite dalla penna dei viaggiatori che l’hanno visitata.». L’affresco che ne viene fuori è di una città che incanta e sorprende, emoziona e ammalia, come pure di una città che, non di più e non di meno di altre città, nasconde colpe inconfessate, limiti e contraddizioni. C’è la Lecce affascinante dell’oro e della pietra barocca che aveva sorpreso Cesare Brandi, Guido Piovene, Mario Praz, ma anche Raffaele Nigro, Ferdinando Boero, Roberto Cotroneo e quella poeticamente crepuscolare di Vittorio Bodini, Ercole Ugo D’Andrea, Fernando Manno e Antonio Errico. C’è chi racconta il passaggio dalla città povera e contadina degli anni Quaranta (Bianciardi) e Cinquanta (Anna Maria Ortese, Rina Durante) a quella gaudente degli anni Ottanta con i prodromi della movida perenne di Armando Tango, Osvaldo Piliego, da quella visceralmente irrequieta e febbricitante di Raffaele Gorgoni, Edoardo De Candia, Tonino Caputo a quella ‘patafisica’, strampalata di Nonciclopedia o alla Lecce innevata di Bjorn Larsson. C’è Lecce vista con gli occhi e il cuore di Moustapha Wissam, migrante dal Libano. C’è la Lecce degli innamorati ciechi (Tito Schipa) e quella degli innamorati esigenti (Vittorio Pagano, Claudia Ruggeri), autori per i quali la geografia si fa poesia, atlante dei sentimenti. Lecce viene raccontata in auto da Giorgio Caproni, in bicicletta con gli strani incontri di Bruno Brancher, a piedi da Antonio L. Verri, da una moto come fa il rapper Aban oppure da un treno in partenza (Mario Perrotta) o infine davanti alla plancia gialla attaccata sul treno Milano-Lecce che Roland Barthes osserva nella stazione meneghina. Luoghi, personaggi, caratteri, storie e microstorie narrate da punti di vista, ispirazioni e prospettive diverse con dettagli, curiosità e qualità letterarie diverse. Vado a Lecce è infine un invito a custodire la memoria e la bellezza della città, un invito ai cittadini, leccesi e non, a scrivere altri e nuovi racconti della città con le proprie immagini e impressioni, con il proprio stile e punto di vista per un progetto artistico e letterario che può e deve diventare condiviso e partecipato attraverso il coinvolgimento di nuovi attori.
Franco Ungaro vive a Lecce. È stato sino al marzo 2015 direttore dei Cantieri Teatrali Koreja di Lecce. Oltre a numerosi articoli su quotidiani e riviste locali e nazionali, ha pubblicato Dimettersi dal Sud (2006) e Lecce sbarocca (2011).